Privati
Educare il target
Prime modalità per farsi conoscere da un animale
Prime nodalità per farsi conoscere da un animale
Eccolo arrivare a casa… il nostro compagno pappagallo!
Mi osserva, lo osservo e penso: fosse un cane saprei cosa fare. Corsi per comprendere il lato cognitivo e per educare il mio nuovo compagno. Per di più un cane si farebbe avvicinare mentre il nuovo arrivato non ci pensa nemmeno…come faccio a educare il mio pappagallo senza poterlo nemmeno toccare?.
Mentre si cerca un veterinario esperto in esotici per una prima visita e un educatore aviare, in effetti c’è una prima modalità per farsi conoscere da un animale che non vuole farsi toccare, per aumentare gradualmente la fiducia ed educare comportamenti utili a una gestione positiva e non invasiva: Il Target!
Per target si intende un oggetto, generalmente di forma allungata come una bacchetta cinese o uno spillone per capelli in legno (fondamentale però che non sia appuntito).
All’apice di questa bacchetta, se si vuole, si può aggiungere a incastro una pallina di legno colorata (la si trova facilmente tra i giochi per bambini, blu o verde andranno benissimo). La prima fase sarà quella di desensibilizzazione a prendere frutta, estrusi e semi dalle nostre mani, fase in cui consiglio sempre di non inseguire l’animale per offrire il cibo ma di proporglielo stando fermi in un punto facile da raggiungere, anche lontano da lui, attendendo che si avvicini per scelta.
Nel caso non si avvicinasse si può tornare dopo pochi minuti riproponendo un seme o qualcosa di gradito all’animale, senza forzature. La pazienza in questi casi vi sarà molto utile.
Possiamo definire 3 fasi per l’educazione del Target:
Fase 1
Desensibilizzazione del target (ogni nuovo gioco, oggetto, persona dovrebbe avere una fase di desensibilizzazione): fase in cui il target (come precedentemente con la mano e il cibo) viene proposto ad una certa distanza, viene tenuto fermo fuori dalla gabbia o appoggiato sopra un tavolo se l’animale è a suo agio sopra questo. Il nostro compagno verrà rinforzato con un seme o con qualcosa che gradisce (meglio se di piccole dimensioni in modo da poter fare più ripetizioni) ogni volta che proporrà un comportamento che puì portare all’avvicinamento al target, come guardarlo, spostare il peso del corpo verso il target, fare qualche passo verso il target, e via così… l’importante è che siano sempre piccoli passi.
Fase 2
Tocco del target fermo: fase in cui il nostro compagno viene educato a toccare questa pallina o l’apice della bacchetta.
Il target può essere tenuto all’altezza della rete della voliera se l’animale non è abituato a uscire o a rientrare. Quando proporrà il comportamento del tocco (sono animali curiosi e nella maggior parte dei casi sperimentano toccando con il becco), verrà rinforzato con qualcosa di gradito ma anche vocalmente.
Fase 3
Tocco del target in diverse posizioni: fase in cui viene educato a toccare il target in qualunque posizione sia posto.
Gradualmente si sposta il target di pochi centimetri da dove l’abbiamo sempre posizionato, poi man mano anche in basso o più in alto, fino ad arrivare a fargli fare dei percorsi (ES: scende da un trespolo, cammina sulla corda e arriva a un altro trespolo dove può toccare il target).
Si passerà da una fase all’altra quando nella precedente l’animale è a suo agio e il comportamento avviene senza tentennamenti.
Importante per i tragitti è la predisposizione dell’ambiente.
Se la sessione di educazione avviene dentro la voliera, questa dovrà essere arricchita di trespoli, corde e rami per permettergli di spostarsi facilmente in più direzioni senza doversi per forza arrampicare solo sulla rete; se la sessione è sopra un tavolo è consigliabile utilizzare un substrato non scivoloso.
L’educazione del Target, oltre a creare un rapporto di fiducia senza dover toccare e infastidire l’animale è utile perché con questa metodologia si possono educare molti altri comportamenti, fondamentali per una gestione non invasiva.
L’animale, ad esempio, seguendo il target potrà imparare ad uscire, ma soprattutto a rientrare dentro la voliera o nel trasportino senza doverlo forzare; le persone della famiglia che non hanno un rapporto stabile, completamente positivo o che non hanno confidenza potranno comunque chiedergli di rientrare nell’alloggio senza doverlo rincorrere.
Saper comunicare con i nostri compagni animali significa anche creare l’ambiente adatto e trovare le soluzioni di apprendimento che facilitino comportamenti costruttivi senza innescare paure o aggressioni. Il target è uno di questi apprendimenti, inoltre accrescerà non solo la fiducia nell’animale verso il suo nuovo gruppo familiare ma anche in voi perché avrete a disposizione uno strumento per comunicare senza fraintendimenti! Una chiara e semplice comunicazione sta alla base di qualunque rapporto positivo!
